Studi di settore 2011 e parametri

Sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, è presente un’ampia sezione sugli studi di settore e sui parametri. Gli studi di settore, lo ricordiamo, sono obbligatori da presentare per buona parte dei contribuenti titolari partita Iva, e permettono di fornire al Fisco una stima dei compensi o dei ricavi attribuibili proprio al contribuente. Questo, tra l’altro, al fine di verificare se c’è congruità tra i dati dichiarati dal contribuente, e quelli che si ricavano dall’applicazione dello specifico studio di settore.

Documento programmatico sulla sicurezza: semplificazioni

Il Documento Programmatico sulla Sicurezza (o più comunemente: DPS) è uno degli adempimenti più pesanti fra quelli che la legge sulla privacy (D.Lgs. 196/2003) impone a tutti coloro che compiono un trattamento di dati personali: chiunque, anche se in misura ridotta e per scopi puramente interni, effettui un trattamento (raccolta, elaborazione, trasmissione, archiviazione) di dati personali, è a tutti gli effetti titolare del trattamento e come tale ha una serie di obblighi.
Il Documento Programmatico sulla Sicurezza, in particolare, è un documento da redigere o aggiornare ogni anno entro il 31 marzo e nel quale il titolare deve descrivere il trattamento effettuato, i potenziali rischi per la privacy e le misure di salvaguardia adottate.
Come è evidente, l’impegno risulta piuttosto gravoso e sproporzionato per moltissimi soggetti per i quali l’attività di trattamento dei dati è davvero ridotta: si pensi al professionista che raccoglie i dati anagrafici dei suoi clienti al semplice fine di emettere la fattura.
Dopo molte discussioni, finalmente il DL 112/2008 ha portato grandi semplificazioni in materia di DPS: al presentarsi di certe condizioni, infatti, il documento può essere sostituito da una semplice autocertificazione.

Pensioni un po di chiarezza



Visto l’interesse che ha suscitato il tema delle pensioni vi propongo questa articolo dove spiega in modo esauriente cosa accadrà con l’entrata in vigore della legge n. 247 del 24 dicembre 2007.
In punta di piedi, quasi senza volersi fare notare, tra la poca attenzione della stampa, sta entrando in vigore la legge n. 247 del 24 dicembre 2007. Non una strenna natalizia da spacchettare accanto al Presepe ma una modifica profonda agli aspetti essenziali del sistema previdenziale contributivo (in gergo internazionale Notional defined contribution, Ndc) che l’Italia stava faticosamente mettendo in atto dal 1995 (quando venne varata la cosiddetta “riforma Dini”).

Pensioni: Novità



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Con la legge 247 del 24 dicembre 2007, che ha recepito i contenuti dell’accordo del 23 luglio fra Governo e parti sociali, sono state apportate significative modifiche alla disciplina del diritto alla pensione di anzianità e sono state introdotte le finestre per la pensione di vecchiaia.
Le modifiche riguardano sia i lavoratori dipendenti sia i lavoratori autonomi che matureranno i requisiti a partire dal 2008. Sono invece salvaguardati i diritti dei lavoratori che hanno già maturato i requisiti per la pensione di anzianità al 31 dicembre 2007.
Secondo l’Inps che, con il messaggio 30923, ha riepilogato le principali novità previdenziali della legge 247/07 e allargato i vantaggi del riscatto dell’università, il riscatto ha valore ai fini dell’anzianità anche per chi va in pensione contributiva con 35 anni di versamenti e non solo per le pensioni di vecchiaia con 40 anni di contributi.