Il provvedimento di tre giorni fa di Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha introdotto una novità importante per quel che concerne il canale telematico Civis: in pratica, la piattaforma in questione, la quale è presente sul web e consente una richiesta importante di assistenza in merito agli avvisi telematici e alle comunicazioni di regolarità che sono inviate dalla stessa amministrazione finanziaria, potrà beneficiare di una platea di soggetti coinvolti ancora più ampia. In effetti, il documento in questione ha esteso il novero degli utilizzatori anche alle società di servizi che fanno parte dei Centri di Assistenza Fiscale (Caf), fino ad ora costretti al solo invio telematico dei modelli F24. Tra l’altro, con Civis sarà possibile anche svolgere tutte quelle operazioni che sono poste in essere solitamente davanti a uno sportello, ma l’informatizzazione dell’universo tributario ha ormai portato a questo risultato.
Agenzia entrate
Collaborazione Fisco – Banche
Un provvedimento in consultazione da Banca d’Italia in questi giorni, cerca di porre nuove basi di collaborazione con l’Agenzia delle Entrate al fine di migliorare l’efficacia delle lotte di contrasto al riciclaggio. Stando a quanto diramato dall’istituzione monetaria nazionale, infatti, la banca e gli altri intermediari potrebbero presto essere chiamati in causa ad adempiere ai propri obblighi mediante acquisizione di bilanci, dichiarazione Iva e dichiarazione dei redditi da parte dei propri clienti.
In altri termini, le banche potrebbero presto divenire dei collaboratori molto più stretti del Fisco, fornendo all’Agenzia tutte le informazioni richieste sui propri correntisti, qualora la Guarda di Finanza desideri effettuare le opportune verifiche.
Capitali scudati: aliquote e basi imponibili
I capitali scudati verranno sottoposti a una tassazione piuttosto particolare: in particolare, bisogna comprendere quali saranno le basi imponibili, le percentuali d’imposta le date entro le quali pagare il tributo per il triennio compreso tra lo scorso anno e il 2013. Come ha previsto in maniera chiara e inequivocabile il Decreto Salva-Italia, tutti quei capitali che sono stati fatti rimpatriare nei periodi 2001-2002 e 2009-2010 beneficeranno di un’imposta di bollo tutta speciale con validità annuale. Questo tributo, infatti, va versato con le aliquote del dieci per mille, limitatamente all’anno attualmente in corso, e del 13,5 per mille in merito al 2013, mentre gli anni successivi avranno come riferimento un’aliquota del quattro per mille. Questo vuol dire dunque che le percentuali appena menzionate non sono altro che la misura del valore delle attività segretate al 31 dicembre dello scorso anno.
Fisco, già recuperati 11,5 miliardi di euro
In una recente audizione alle Commissioni della Camera, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera ha spiegato come il recupero dei redditi occultati abbia avviato una tendenza al rapido aumento. “In base alle prime analisi sui risultati conseguiti nel 2011” – ha esordito Befera – “l’attività di recupero dell’evasione si è ulteriormente rafforzata rispetto agli anni precedenti, facendo registrare un trend estremamente positivo”.
Nel 2011, infatti, sono stati effettuati 2 milioni di controlli, che hanno riportato nelle casse statali ben 11,5 miliardi di euro. Sono state oltre 700 mila le verifiche su imposte indirette, un milione sulle dichiarazioni dei redditi e 300 mila su materia di registro. Oltre 11 mila controlli hanno utilizzato indagini finanziarie, con oltre 1 miliardo di euro recuperati.
Cedolare secca: le delusioni del provvedimento
Doveva essere uno dei provvedimenti in grado di rinvigorire il volume delle entrate, ma si è rivelato un mezzo flop. Secondo quanto sostengono i dati delle Agenzie delle Entrate, infatti, il gettito derivante dalla cedolare secca (l’aliquota sostitutiva di tassazione dei canoni di locazione) è ammontato a 329 milioni di euro: un importo che potrebbe sembrare rilevante, ma che pare addirittura trascurabile rispetto a quanto precedentemente auspicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che prevedeva introiti per 2,6 miliardi di euro.
La cedolare secca, ricordiamo, è in grado di sostituire l’attuale regime fiscale sui canoni di locazione imponendo un’aliquota fissa del 21% sui canoni ordinari e del 19% sui canoni concordati. Un provvedimento che all’epoca della sua introduzione aveva lasciato l’amaro in bocca alle associazioni dei consumatori, che contestavano l’agevolazione nei confronti dei proprietari di casa e le dimenticanze nei confronti degli inquilini.
Unico 2012, tutte le novità
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le bozze dei nuovi modelli delle società di capitali e di persone e degli enti commerciali. Bozze che contemplano numerose novità, dalle agevolazioni alla maggiorazione dell’imposta sul reddito d’esercizio, dal trattamento delle perdite fiscali alle dichiarazioni integrative per i nuovi rimborsi.
Per quanto concerne le nuove agevolazioni, nel quadro RS è presente un nuovo prospetto utile per la determinazione dell’ammontare escluso nella determinazione del reddito d’impresa, commisurato al nuovo capitale immesso sotto forma di conferimento in denaro da parte di soci o destinazione di utili a riserva. Nel modello Unico Società di Persone è prevista una nuova opzione per quelli che intendono avvalersi del regime premiale di cui al decreto Monti, destinato a soggetti che svolgono attività artistica o professionale o attività di impresa con forme associative.
Lo spesometro riguarda anche il leasing e il noleggio
Lo spesometro non guarderà in faccia a nessuno, nemmeno a coloro che sono abituati ad avere a che fare con leasing e noleggi: in effetti, queste due fattispecie dovranno essere comunicate con prontezza all’Anagrafe Tributaria nel caso in cui i loro importi siano rilevanti ai fini dell’Imposta sul Valore Aggiunto. Non basta che queste stesse operazioni vengano già monitorate in maniera autonoma, il controllo diventerà ancora più intenso. La precisazione del Fisco ha sorpreso non pochi addetti ai lavori, visto che di recente ci si era pronunciati proprio in maniera opposta, ricordando che le operazioni obbligate alla comunicazione dal Dpr 605 del 1973 (tra cui anche il leasing e il noleggio) dovevano essere escluse dal nuovo obbligo.
Operazioni bancarie e manovra Monti: cosa cambia
Tra le numerose novità della manovra Monti, anche alcune revisioni in termini di possibilità di accesso del Fisco alle operazioni di conto corrente. Revisioni che hanno fatto gridare – solo alcuni – alla definitiva morte del segreto bancario. Ma è veramente così? Cosa cambia, più nel dettaglio, per i consumatori e i loro rapporti di conto corrente?
Il primo gennaio 2012 è partita la nuova era dei controlli sulle operazioni bancarie. I conti correnti e i depositi amministrati intestati al contribuente potranno infatti essere monitorati dall’Erario, il quale – anche senza passare attraverso l’autorità giudiziaria (come invece era previsto fino al 31 dicembre 2011) – potrà spulciare i dettagli delle varie transazioni di conto corrente alla ricerca di eventuali tracce d’evasione.
Il Fisco introduce il contributo di mobilità per l’F24
La risoluzione 129/E dell’Agenzia delle Entrate risale ormai a quattro giorni fa, ma il suo contenuto merita un ampio approfondimento: in effetti, si tratta del documento che la nostra amministrazione finanziaria ha pubblicato per rendere nota l’istituzione del contributo Acim (Anticipazione Contributo di Ingresso Mobilità), una causale molto importante in ambito previdenziale e da sfruttare nell’ambito della compilazione del modello F24. Come bisogna adeguarsi in questo senso? La causale in questione dovrà essere elencata all’interno della sezione “Inps”, più precisamente nel campo destinato ai contributi, nel campo in cui vengono elencati gli importi a debito versati. Altri elementi importanti da segnalare in tal senso sono il codice della sede competente per quel che concerne l’ente previdenziale e il periodo di riferimento.
Crediti di imposta e imposte anticipate: cosa cambia
L’articolo 2 comma 55 – 59 del decreto legge 225/2010 apporta qualche modifica al meccanismo dei crediti di imposta e delle imposte anticipate. Ma in cosa consiste l’agevolazione prevista? Ricordiamo come le attività per imposte anticipate iscritte in bilancio, che siano relative a svalutazioni di credito non ancora dedotte e al valore dell’avviamento e delle altre attività immateriali, sono trasformate in crediti di imposta: la manovra Monti estende questa agevolazione anche alle perdite che si generano per la deduzione delle poste a cui sono correlate le imposte anticipate appena ricordate.
Affinchè la trasformazione sia possibile, tuttavia, il decreto prevede che il bilancio d’esercizio della società sia in perdita. Il credito di imposta calcolato non sarà né rimborsabile né produttivo di interessi, ma potrà essere ceduto, o in alternativa essere utilizzato in compensazione – senza alcun limite di importo predeterminato. Il credito sarà inoltre indicato nella dichiarazione dei redditi, ma non concorrerà alla formazione degli imponibili ai fini dell’imposta sul reddito d’esercizio della società, e dell’imposta sui redditi delle attività produttive. La risoluzione n. 57/E del 24 maggio 2011 ha istituito il codice tributo per l’utilizzo della compensazione, che avverrà tramite il modello F24.
Tracciabilità e costi per il Pos: facciamo un po’ di chiarezza
Come noto, una delle modifiche alla manovra Monti ha permesso di innalzare il limite della tracciabilità dei pagamenti della pubblica amministrazioni: in altri termini, pensioni e stipendi (ma non solo), avranno una soglia di pagamento in contante non più di 500 euro, bensì di 1.000 euro. Un provvedimento che costringerà tutti i soggetti interessati ad adeguarsi alla nuova disposizione, entro un limite temporale di tre mesi.
Ma le novità non finiscono qui, e riguardano altresì tutti i negozianti che sono titolari di Pos: è chiaro come uno degli intenti della manovra Monti sia quello di combattere l’evasione fiscale abbassando l’importo dei pagamenti in contante anche nel settore privato, permettendo così una più completa tracciabilità di tutti gli acquisti di beni e di servizi. Un intento che potrebbe tuttavia comportare un aggravio dei costi per gli esercenti.
Manovra salva Italia, arriva la tassa sugli aeromobili
Al fine di colpire i patrimoni più corposi, pur in maniera indiretta, la manovra Monti ha previsto l’applicazione di una tassa sugli aeromobili, mediante imposta erariale su tutti i velivoli privati (così individuati sulla base dell’art. 744 del Codice della Navigazione), immatricolati nel RAN (il Registro Aeronautico Nazionale).
L’imposta prevede un’applicazione differenziata sulla base del peso dell’aeromobile, così calcolato: fino a 1.000 kg., euro 1,50 al kg; fino a 2.000 kg., euro 2,45 al kg; fino a 4.000 kg., euro 4,25 al kg; fino a 6.000 kg., euro 5,75 al kg; fino a 8.000 kg., euro 6,65 al kg; fino a 10.000 kg., euro 7,10 al kg; oltre 10.000 kg., euro 7,55 al kg. Un onere che va pertanto a penalizzare i possessori di velivoli maggiormente capienti, riducendo il pregiudizio per quelli che invece posseggono un aeromobile di minor peso e dimensione.
Manovra salva Italia, la tassa sui capitali scudati
La manovra salva Italia ha introdotto un prelievo fiscale extra, una tantum, sui capitali oggetto di scudo fiscale. Si tratta di un prelevamento che verrà effettuato, in altri termini, su quei capitali “scudati”, cioè sugli importi che sono stati fatti tornare all’interno dei confini (e dell’ordinamento) italiani, in occasione delle tre procedure di condono dello scorso decennio, varate in più riprese dal governo Berlusconi e dal ministro Tremonti.
Il prelievo si concretizza in un’aliquota pari all’1,5% sul capitale scudato: una misura che dovrebbe permettere allo Stato di poter rimpinguare le proprie casse, andando a coprire parzialmente il gap che la separa dalla tanto desiderata stabilità dei conti pubblici, e dal raggiungimento del pareggio di bilancio, che si auspica possa essere raggiunto entro la fine dell’esercizio 2013, novità permettendo.
Pressione fiscale: tagliato un nuovo livello record
Secondo una nuova recentissima rilevazione, la pressione fiscale italiana avrebbe appena tagliato un nuovo, poco invidiabile record e si appresterebbe a siglare nuovi gradini proprio a causa della manovra approvata dal Consiglio dei Ministri.
La pressione fiscale italiana, pari al 41,6%, dovrebbe pertanto rispettare il cattivo auspicio del rialzo al 42,7% stimato dal precedente governo per la fine dell’anno, ponendo inoltre le basi per un nuovo rialzo, che sarà influenzato in maniera prioritaria dai 30 miliardi di euro della nuova manovra, due terzi della quale riguardante la leva fiscale, assunta come strumento fondamentale per ottenere il pareggio di bilancio nei tempi promessi.
Secondo alcune stime, la manovra potrebbe influenzare la pressione fiscale italiana di circa 1,8 punti percentuali, permettendo pertanto al peso del Fisco sulle tasche degli italiani di poter arrivare al record di 44,5 punti percentuali, che porrebbe l’Italia quale indiscusso (e poco invidiato) leader in questa speciale classifica dei cittadini più tartassati del vecchio Continente.