Quanto ha inciso l’applicazione del superbollo sulle immatricolazioni delle auto di grossa cilindrata? La risposta, a giudicare i dati del centro studi Unrae, Associazione delle case automobilistiche estere in Italia, sembra essere deludente. Il calo delle autovetture ad alte prestazioni immatricolate è infatti stato pari a un massimo del 44,1 per cento, dimostrandosi la punta di un iceberg che ha portato in flessione tutti i principali consumi di beni preziosi, come ad esempio è accaduto per le compravendite di gioielli e di prodotti di oreficieria.
Partiamo comunque con i dati Unrae, che ha calcolato che a seguito del negativo andamento delle vendite, nei primi nove mesi dell’anno si sono persi 340 milioni di euro di fatturato, equivalenti a circa 60 milioni di euro di minore gettito sull’imposta del valore aggiunto, a cui occorre altresì aggiungere 3,7 milioni di euro di minore Imposta provinciale di trascrizione non incassata dalle province e 3,5 milioni di euro di bollo non riscosso dalle regioni (ne abbiamo parlato anche pochi giorni fa: superbollo auto incassi 2012).
E per quanto concerne gli altri beni di lusso? In attesa dei dati ufficiali, il presidente di Federpreziosi, Giuseppe Aquilino “la sensazione che emerge dalle indicazioni dei dettaglianti, raccolte a campione su tutto il territorio nazionale, è poco incoraggiante. I risultati non si discosteranno molto da quelli dell’ultima rilevazione relativa al terzo quadrimestre 2011 in cui per il 35% di titolari di gioiellerie e oreficerie si registrava un calo tra l’11 e il 20%, mentre per il 20% la contrazione oscillava tra il 21 e il 30% e solo il 15% riportava una flessione tra il 5 e il 10%”.
L’impressione è, insomma, che così come accaduto per i natanti e le imbarcazioni di maggiore ampiezza, l’applicazione del superbollo non abbia prodotto i risultati sperati ma, anzi abbia generato delle inversioni di tendenza in materia di gettito fiscale. Vedremo che decisioni assumerà il nuovo esecutivo nel 2013.
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